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IL TUI SHOU

 

Il Tui shou ( lett. "spinta delle mani" ) è un eccellente metodo di allenamento che consente di sviluppare e mettere in pratica qualità peculiari del Taiji quan quali la fermezza, la morbidezza, la capacità di ' sentire ' l' energia dell'avversario e di utilizzare di conseguenza e al meglio la propria, in modo da squilibrare e battere quest'ultimo con il minimo sforzo.

Questo metodo non necessita di grandi spazi per la pratica, ne' di protezioni particolari per i praticanti. I due partners, con le braccia a contatto, cercano di sviluppare una particolare sensibilità della pelle, chiamata " Ting jin ", attraverso la pratica di azioni come spingere, tirare, attaccare le articolazioni, o proiettare.

Al fine di sviluppare questa sensibilità, che consente di prevedere in anticipo le mosse dell' avversario, è essenziale raggiungere un buon livello di rilassamento.
Se si è tesi o rigidi più del partner, questi percepirà chiaramente il momento esatto in cui intendiamo emettere la nostra energia offensiva, nonché l'uso che intendiamo farne, e a quel punto sarà facile per lui neutralizzare iI nostro attacco, usando la nostra stessa forza contro di noi. Un famoso detto dice:

' usare 150 grammi di forza per battere 400 chili '.

 

 

 

 

Feng Zhiqiang ..................Gu Liu Xin

 

Nella scuola Chen esistono diversi esercizi di Tui shou: si comincia con iI Tui shou a piedi fissi, prima con una mano, con entrambe, per passare poi alle tecniche in movimento, che richiedono già una buona padronanza dei principi fondamentali del Taiji, o a tecniche avanzate come il metodo del Da lu, o l'uso combattivo libero dei movimenti ( San shou ). Quale che sia il metodo usato, lo scopo è sempre lo stesso: focalizzare l'attenzione sul rilassamento, essere sensibili alla forza dell'avversario, e imparare a conoscere e usare iI proprio corpo, reagendo come una molla agli stimoli esterni. La fretta di vincere a tutti i costi è quasi sempre foriera di sconfitta: bisogna invece imparare a seguire l'avversario con pazienza, ed essere disposti anche a trovarsi in una situazione apparentemente sfavorevole, mantenere la calma e lasciare che l'attacco dell'avversario, non trovando resistenza, cada nel vuoto. Per poter imparare a vincere, bisogna essere sinceramente disposti a perdere.

 

..Hong JunSheng...........Chen Xiao Wang.......Chen Zheng Lei.......Wang Xian........Chen Xiaoxing

 

GLI OTTO CANCELLI
(Ba Men)

 

Una delle caratteristiche fondamentali del Taiji quan è quella di rendere il praticante capace di usare l'energia interna al posto della forza muscolare. Da ciò risulta evidente come il Taiji quan e il Tui shou siano dei veri e propri laboratori per la scoperta di se stessi, del funzionamento del proprio corpo e della propria energia interna. Ogni movimento di Taiji quan genera un' energia, o forza, che i cinesi chiamano Jing. Essere in grado di comprendere questi Jing corrisponde sicuramente a un buon livello di pratica.
Nel Taiji quan abbiamo otto Jing, e cinque passi, ed è per questo che spesso nel parlare di Taiji quan si parla di " tecnica delle tredici posizioni ".

 

I cinque passi (wu bu) sono:

AVANZARE

INDIETREGGIARE

DESTRA

SINISTRA

CENTRO


E corrispondono ai " 5 elementi " ( metallo, acqua, legno, fuoco, terra )

 

 

IL TUI SHOU

(da " il Tao del Tai-Chi Chuan ")


Gli otto cancelli, Pa-Men

 

La " Teoria del Taiji quan " si riferisce alla spiegazione originale degli otto cancelli in questo modo:
Gli otto cancelli del Taiji quan sono parare, ritirarsi ruotando, premere, spingere, tirare in basso, dividere, colpo di gomito e colpo di spalla. I primi quattro cancelli rappresentano le Quattro Direzioni, sud, nord, ovest ed est. Gli ultimi quattro riflettono i Quattro Angoli sud-est, nord-ovest, sud-ovest e nord-est.

 

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Esaminiamo prima il concetto delle Quattro Direzioni, elencando i primi quattro cancelli con i loro corrispondenti trigrammi e direzioni

1) Peng è parare, ed è rappresentato da Chien, il cielo, a sud.

2) Lu è ritirarsi ruotando, rappresentato da Kun, terra, a nord.

3) Chi è premere, rappresentato da Kan, acqua, a ovest,

4) An è spingere, rappresentato da Li, fuoco, ad est

 

Descriviamo ora i Quattro Angoli con i loro rispettivi trigrammi e le loro direzioni.


1) Chou è il colpo di gomito, rappresentato da Tui, il lago, a sud-est.

2) Lieh è dividere, rappresentato da Chen, il tuono, a nord-est.

3) Tsai è tirare in basso, rappresentato da Sun, il vento, a sud-ovest.

4) Kao è il colpo di spalla, rappresentato da Ken, il monte, a nord-ovest.

 

 

Sebbene la maggior parte delle persone sappia che ogni movimento nel Taiji quan è circolare, non comprende altresì che i movimenti sono anche quadrati. Come esempio possiamo notare che il diagramma delle Quattro Direzioni ha un quadrato nella parte esterna, mentre ha una circonferenza all'interno. Il cerchio è quindi inscritto nel quadrato. Questi rappresentano l' apparenza esterna dei movimenti di Peng, Lu, Chi e An, i quali formano dapprima un quadrato e poi generano un movimento circolare interno. A livello del quadrato, ogni movimento deve essere aperto ed esteso fino all' estremo mentre, per quanto riguarda il cerchio, i movimenti diventano chiusi e compatti.;

   

 

1° Cancello : Peng, o Parare


Nel " Segreto del Tui-Sho " viene detto:
Per parare la forza dell' avversario accettala e cambia la sua direzione portandola verso l' alto. Non permettere alla sua forza di avvicinarsi troppo al tuo corpo. La posizione usata si chiama Peng ovvero parare.
L'immagine di Peng è Chien, il cielo, il quale è composto da tré linee intere. Peng indica quindi un'energia forte, potente e instancabile. Queste qualità possono essere rappresentate da un pallone gonfiato di aria. Il pallone è così elastico che, quando lo si spinge, la forza non riesce a penetrare all' interno data la sua reazione. Se lo si colpisce in un punto, dapprima si gonfia lateralmente e poi rispedisce la forza indietro. Chiunque si sieda, come fanno i bambini, su di un pallone da spiaggia, sa quanto velocemente esso reagisca, gettandoci a terra. Per utilizzare Peng si dovrebbe reagire proprio come un pallone da spiaggia, non permettendo mai all'avversario di trovare il nostro centro. Se si usa il braccio destro per parare, la posizione è indicata come Peng a destra. Con la sinistra, Peng a sinistra.

 

 

 

Vi è un'antica canzone che ci spiega Peng in questo modo

Peng è come l'acqua che sostiene una barca in movimento. Prima si deve fare affondare il Chi nel Tan-Tien,Poi tenere la testa sollevata come se fosse sospesa dall 'alto.
L'intero corpo deve essere pieno di energia elastica,
L'aprire e il chiudere avvengono in un istante.
Anche se viene applicata una forza di 400 chili.

 

 

 

Sarà facile espandersi senza difficoltà.Una volta capita bene questa posizione, si è pronti a compiere il prossimo passo e a esaminare il Peng-Chin, ovvero " l' energia del parare ". La posizione in se stessa non è sufficiente a far conoscere la sua energia. Questa è, in realtà, solo il punto di equilibrio stabile da cui si può far generare un'energia difensiva e offensiva. Per apprendere l'uso dell'energia del parare si deve usufruire della comprensione scaturita dalla pratica del Chan-Ssu Chin.
L' area fra le gambe deve arrotondarsi permettendo al Chan-Ssu Chin di svilupparsi. Quando tutte queste condizioni vengono acquisite simultaneamente, il Peng-Chin può essere esercitato. Se una persona con tutti questi requisiti fosse attaccata, manifesterebbe automaticamente il Peng-Chin difensivo. Questo accade a causa del fatto che il corpo viene a trovarsi in uno stato di delicato equilibrio per cui, una volta disturbato e posto in movimento, tende a riguadagnare la sua posizione rispondendo immediatamente.
In questo processo di riequilibrio, la forza disturbante viene ridirezionata.
Il Peng-Chin offensivo nasce dal Peng-Chin difensivo. Ciò accade abbassando il corpo in accordo con la rotazione della mano, così da sviluppare una circonferenza verticale. Questo movimento rispedisce la forza di attacco all' origine, sradicando l' avversario. In questo caso è il riequilibrio del corpo che controlla la direzione della forza di disturbo, riportandola al punto di partenza.

2° Cancello: Lu, o ritirarsi ruotando


L' immagine di Lu, terra, è composta da tré linee spezzate, per cui Lu indica la morbidezza e la cedevolezza. E' obbediente nel senso che non si oppone mai. Se padroneggiato, Lu è in grado di controllare una forza di 400 chili solo con 150 grammi, come nel caso di un torero. Egli non può sperare di opporsi al toro con la sua piccola forza, perché questo è troppo potente e corre troppo velocemente. La soluzione del matador è di cedere, fare un passo al lato e confondere il toro con la sua cappa rossa. Durante Lu, tuttavia, quando si cede non si va via, ma si mantiene il contatto, così da controllare completamente l'aggressore mantenendo una posizione superiore dalla quale è possibile sferrare un contrattacco.

La canzone di Lu così spiega:

Lascia entrare l' avversario; Poi ruota con la sua forza. resistere e non perdere contatto. Devi diventare leggero ed agile.
Lascia che la sua forza sia spinta fino al massimo;
Si esaurirà.
Quando la sua forza si è così svuotata
Puoi farlo cadere o svuotarlo a piacimento.
Mantieni comunque il tuo equilibrio
Senza lasciare all'avversario la possibilità di prendere un vantaggio

Senza comprendere Lu si avranno sempre delle carenze nel Tui-Sho. Primo, il vostro avversario sarà sempre in grado di trovare un punto di applicazione su cui spingere. Secondo, resisterete comunque all' attacco usando la forza grossolana.

 


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Al fine di correggere questi errori dovrete usare alcuni accorgimenti.
Prima di impiegare la posizione Lu dovete usare Peng per un istante.Questo induce l 'altro a impiegare una forza maggiore. Una volta che egli si sia impegnato nell'attacco, dovrete sollevarvi un po', radicarvi bene al suolo e ruotare il corpo, gambe e bacino compresi. E' importante che il principiante ruoti il corpo il meno possibile ed eviti di utilizzare troppo le braccia, per non perdere l' equilibrio ed esporre troppo i lati del corpo. Dovrete osservare bene l'altro con gli occhi dall'inizio dell'attacco e continuare a guardarlo anche durante le fasi in cui, per esempio, egli sia caduto. Osservando si mantiene l'attenzione sull'avversario.
L'energia di Lu, il Lu-Chin, integra il Peng-Chin. Laddove l'energia del parare si espande, quella di Lu si contrae. Il Peng-Chin e Yang e duro, mentre il Lu-Chin e Yin e morbido. Nel Chan-Ssu Chin, il movimento in avanti genera il Peng-Chin, e il Ni-Chan genera il Lu-Chin. In quest'ultimo il palmo della mano guarda in fuori; non appena si indietreggia ruotando, l'avambraccio gira, per cui la mano viene a trovarsi a guardare all'intemo. Così, come lo Yin sorge dallo Yang, il Lu-Chin nasce dal Peng-Chin. Dapprima si impiega l'energia del parare, dopo di che, ruotando il palmo della mano all'intemo, si genera l'energia di Lu.

 

 

 

3° Cancello: Chi, o Premere


Premere vuol dire usare la mano, il braccio, la spalla o il dorso allo scopo di aderire all' avversario per poi premere prima che egli abbia la possibilità di muoversi. L'immagine di Chi è Kan, l'acqua, la quale è composta da una linea intera fra due spezzate. Lao-Tzu descrisse l'acqua nel modo che segue:
Niente è più debole dell' acqua. Ma quando aggredisce qualcosa di duro e resistente, niente la fronteggia e niente può cambiare la sua strada.
L'acqua è un elemento ingannevole poiché, sebbene sembri morbida e arrendevole, la sua essenza interna è pericolosa. Nell' I-Ching, Kan è descritto come "il distruttore" ed è elencato come l'esagramma indice del più grande pericolo. L' esempio familiare del logorio che il gocciolare dell'acqua ha sulle sostanze più dure descrive bene la sua natura ingannevole e pericolosa. Gli attributi dell'acqua caratterizzano il Taiji quan in generale, e la posizione di Chi in particolare. I movimenti apparentemente cedevoli e gentili del Taiji quan nascondono la sua natura interna, la più efficace e pericolosa forma di combattimento.

 

 

 

 

 

 

Ad ogni modo, fra gli otto cancelli del Taiji quan, Chi è quello che maggiormente esprime la natura dell'acqua. Si deve eseguire perciò la posizione di Chi come l'acqua che entri nella fessura di una roccia lungo il suo cammino. L'acqua dapprima aderisce alla superfìcie esterna della roccia, e poi penetra all'interno distruggendola. Nella posizione di premere, il braccio è tenuto come in Peng, mentre l' altra mano è appoggiata, con il palmo aperto, sul polso del braccio esterno. Se si esegue il Peng a destra, è la mano sinistra che aderisce all'interno del braccio destro. Il gomito sinistro deve essere tenuto basso.

La canzone di Chi, o "premere ", così spiega:

 

Vi sono due modi per applicare Chi.
Il metodo diretto è con l'intenzione,
"Aprire e chiudere " in un solo momento.
Il metodo indiretto è di impiegare la forza di reazione,
Come una palla di gomma che colpisce un muro e rimbalza
O una moneta gettata su di un tamburo.
Fai in modo che l'avversario sia come quella moneta
Che rimbalza via con un suono tintinnante.

 

 

 

 

 

"Premere" è l'azione principale del Tui-Sho in posizione fìssa, il quale contiene le quattro posizioni di "parare ", "indietreggiare ruotando ", "spingere " e "premere ". Senza l'applicazione corretta del "premere", i praticanti non saranno in grado di eseguire il movimento circolare adeguato.
Se l' avversario, a sua volta, non preme correttamente, non sarete in grado di creare un cerchio da un quadrato. Viceversa se non premete voi nel modo giusto, non riuscirete a far nascere il quadrato dal cerchio.
Il Chi-Chin consiste nel Peng-Chin applicato su entrambe le mani e le braccia. Le mani, che sono raccolte insieme, ruotano leggermente come in Peng. La forza viene tuttavia diretta su di un solo punto. Il Peng-Chin forma la base del Chi-Chin, quindi si potrà imparare bene il Chi-Chin solo dopo aver sviluppato bene il Peng-Chin

4° Cancello: An, o Spingere

La posizione An sembra quella di chi si stia semplicemente preparando a spingere; una o entrambe le braccia sono tenute di fronte al corpo, con i gomiti abbassati. L'immagine di An è il fuoco, il quale contiene una linea Yin fra due Yang. Il fuoco è molto aggressivo; il suo calore si estende all'esterno e le sue fiamme salgono in alto. Nell' immagine di An, le due linee Yang suggeriscono due forze che si scontrano, ma la linea Yin all'intemo, invita alla cedevolezza.

Secondo l' intendimento comune, è facile considerare che una persona che abbia una forza più grande, può sempre spingere qualcuno più debole di lui, senza usare alcuna tecnica speciale.

Ne consegue che, quando l'avversario è più forte, si deve impiegare An. All' inizio, quando si applica la forza ( linea Yang ), se si scopre che l'avversario dispone di una maggiore potenza di noi, ci si deve rilassare e cedere per un solo istante ( linea Yin ).

Durante questa frazione di secondo, l' avversario, che era stato sbilanciato o era in procinto di cadere, cercherà di riguadagnare il suo equilibrio. Si deve allora approfittare di questo momento, applicando la spinta finale (linea Yang ), che permetterà di vincere sulla forza dell'avversario.

E' importante notare che la tempestività è la chiave per padroneggiare An.
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La canzone che segue così spiega An


An è come la forza dell 'acqua di un fiume.
Essa fluisce dolcemente.
Ma come è grande la forza al suo interno?
La corrente furiosa è difficile da fermare,
Avvolge le rocce più alte con un 'ondata
Ed entra per riempire le caverne più profonde.
L'acqua supera ogni cosa!

 

 

 

 

 

 

An rappresenta ovviamente un aspetto molto significativo nel Tui-Sho. E' importante tuttavia essere prudenti nella propria spinta. Le braccia dovrebbero muoversi insieme al corpo e non si dovrebbero estendere oltre le ginocchia.

 

Si deve evitare di impiegare una forza brusca e grossolana.
Mentre si pratica il Tui-Sho in movimento, il praticante dovrebbe essere consapevole di sviluppare una circonferenza verticale, dapprima in senso antiorario mentre si riportano indietro le braccia in una rotazione naturale e, secondariamente, si completa la circonferenza facendo un passo in avanti e spingendo. An deve essere applicato con un'intenzione diretta. La buona posizione consiste, quindi, nel tenere la testa dritta come se fosse sospesa dall'alto e focalizzando lo sguardo nella direzione della spinta.
Fra gli altri punti importanti da ricordare annoveriamo i seguenti:

1) Spingere dal basso verso l'alto utilizzando consapevolmente la rotazione presente nel Chan-Ssu Chin, non impiegate una spinta diretta.

2) Evitate bruschi movimenti, perché l'avversario potrebbe accorgersi delle vostre intenzioni e approfittarsene.

3) Sporgersi oltre il proprio centro di gravita altera il proprio equilibrio.

4) Le mani dovrebbero seguire i movimenti delle gambe e del bacino, e gli spostamenti dell'intero corpo seguire quelli dell'avversario, ricercando solo quel momento in cui egli sia vulnerabile.


Alla fine, lo An-Chin, il quale è un tipo di Peng-Chin, ove i palmi delle mani vengono ruotati dal basso verso un contatto esterno, è impiegato per spingere un avversario senza altri movimenti.

 

5° Cancello: TSA, o Tirare verso il Basso

Tsai può essere praticato in due modi. La prima tecnica, conosciuta come "l 'ago infondo al mare" nella scuola Yang del Taiji quan, viene utilizzata per portare la forza dell'avversario verso il basso. La seconda tecnica, che si impiega in risposta a un attacco portato nell' area inguinale, implica l'afferrare il polso dell' altro e tirare il suo corpo verso il basso da un lato. Il proposito di entrambe le tecniche è essenzialmente lo stesso. L' immediato movimento di tirare in basso ha il potere di sorprendere l'avversario rompendo la sua concentrazione e il suo equilibrio.
L' immagine di Tsai è il vento. Il vento non soffia solo in una direzione, ma cambia spesso. Esso muove le flessibili foglie di un albero ma gira attorno al solido tronco. La linea Yin, che fa da fondamento a Sun, è sormontata da due linee Yang. Questa immagine indica che la base di Sun è la libera espansione; la posizione non può essere fissata fra le categorie di Yin e Yang. Se ne deduce che, se l' avversario si avvicina con forza, si risponde tirando verso il basso alla maniera Yang. Se l' altro segue soltanto i nostri movimenti, allora si cede semplicemente, conducendo la forza opposta lontano dal proprio corpo, abbandonando l' uso di Tsai per impedire la possibilità di un contrattacco.

 

Una famosa canzone spiega Tsai in questo modo:

 

Tirare verso il basso è come il piatto di una bilancia.
Può esservi un peso leggero o uno pesante.
La forza del tuo partner può essere di 400 chili
Ma la tua di 150 grammi può vincerla.
Come può accadere ciò?
La risposta sta nella legge della leva.
Aumenta la distanza dal fulcro
E potrai mantenere l'equilibrio.


Tsai è la principale azione implicata nel Da-Lu. Un gran numero di fattori significativi, sebbene comuni a tutto il Taiji quan, sono accentuati nella giusta posizione di Tsai. E' molto importante assumere una stazione molto bilanciata e centrale, sedendosi sulla gamba, mentre i gomiti sono rivolti verso il basso. Il bacino e le spalle dovrebbero essere rilassati, per permettere al Chi di muoversi facilmente dal Tan-Tien. Durante l'esecuzione di Tsai, si tratta di usare il corpo come un'unità integrata, fidandosi della forza delle gambe e del bacino e del peso del corpo.
La posizione non è efficace se si dipende esclusivamente dalla forza delle braccia, in particolar modo se si incontra una forza più grande della propria.
E da ricordare che Tsai viene utilizzato solo per tirare una delle braccia dell' avversario. Altrimenti si offrirà inavvertitamente la condizione ideale per essere attaccati. Inoltre, questa posizione in particolare andrebbe usata solo se si è pienamente convinti di farlo. Essa sarà inefficace se usata a metà. Ricordate di osservare l' avversario anche dopo che si sia sbilanciato.
Se l'avversario è stato stordito o confuso, così da essere facilmente sbilanciato da un attacco finale, si avrà la prova dell'esecuzione corretta di Tsai. Come sempre è necessario approfittare del vantaggio di questo momento e far seguire Tsai da una spinta o da un altro attacco, come ad esempio " disporre le mani a ventaglio ", posizione che segue " l' ago infondo al mare " nello stile Yang del Taiji quan".


6° Cancello: Lieh, o Dividere

La posizione conosciuta con il nome "dividere", o Lieh, è composta di tré diversi movimenti. Dapprima si afferra e si torce il polso dell' avversario, poi si fa un passo dietro la sua gamba impedendogli così la ritirata e, quando è ormai preso in trappola, si usano le braccia per colpirlo o spingerlo. Questa mossa costringe l'avversario a cadere sulla nostra gamba posta dietro la sua. Questa è dunque l'applicazione corretta di Lieh: fare cadere indietro l'avversario.
Chen è l'immagine di Lieh, esso è il tuono, la forza dello scuotimento rombante e avvolgente. Nel trigramma dell'I-Ching, due linee Tin spingono verso il basso una linea Yang, la quale si infuria e reagisce con violenta determinazione contro le due linee Yìn per irrompere all 'interno e frantumarle. Queste, assumendo inaspettatamente l'iniziativa, rombano con furore come il tuono.



I seguenti versi spiegano "dividere".

Lieh è come una ruota
Che gira vorticosamente su se stessa
Ma ti scaraventerà lontano se ti avvicini troppo.
Lieh è come un gorgo dalle avvolgenti onde.
Sii attento, perché la corrente a spirale.

Ti farà affondare senza esitazione.Lieh può essere usato nella pratica del Ta-Lu come risposta all'indietreggiare ruotando (Lu) o al tirare verso il basso {Tsai). Lieh è molto efficace per cambiare una situazione difensiva in offensiva. Se si è presi, ad esempio, in una posizione sfavorevole, perché l'avversario ha impiegato "separare la criniera del cavallo selvaggio", si può utilizzare Lieh mentre si indietreggia. Per mezzo di questa si è in grado di spostarsi dalla difesa all'attacco, dall'essere spinti allo spingere via l'avversario a nostra volta, esattamente come dice il detto: "Qualsiasi cosa tu faccia, essa ti ritornerà indietro".
Alcuni punti importanti andrebbero notati per quanto riguarda Lieh.
La sua efficacia dipende innanzitutto dall'azione coordinata di gambe, bacino e braccia. Occorre poi misurare la propria distanza da quella dell'avversario perché è ovvio che, se non ci si trova vicini a lui, la tecnica risulta inutilizzabile.
Si deve tenere presente anche che si rimane in una posizione vulnerabile perché il torace rimane privo di un'adeguata protezione.
Visualizzate Lieh-Chin come arrotolato in strette spire, cosi che costituisca una riserva di Peng-Chin, quando lo si impiega, esso si libera e scatta in avanti immediatamente.

7° Cancello : Chou, o Colpo Di Gomito


Chou in qualche modo si spiega da sé, poiché significa usare il proprio gomito per attaccare o spingere un avversario. La posizione, tuttavia, non dovrebbe mai essere troppo ovvia a un osservatore esterno; essa deve rimanere nascosta così da camuffare le proprie intenzioni. E' l' idea mentale del colpo di gomito che va tenuta presente, piuttosto che la sua azione nella forma.
Tui è l' immagine di Chou e rappresenta hil lago. Una linea Yìn sta sopra a due linee Yang. La linea tenera alla sommità nasconde la forza delle due linee intere al di sotto.

 

 

 

 

 

 

 

I seguenti versi spiegano Chou in questo modo:

Il cerchio all'interno del quadrato genera i cinque elementi.
Ma ciò che importa è differenziare lo Yin dallo Yang,
II sopra dal sotto
E saper distinguere fra pieno e vuoto.
Quando fra i gomiti e i pugni vi è collegamento
Essi diventano irresistibili.
I pugni si schiudono come un fiore
E i loro colpi diventano particolarmente terribili.
Quando si capiscono bene Lu, Chi, An, Tsai, Lieh e Peng,
L'uso funzionale di Chou diventa illimitato.

 

 

A causa della loro diversità, le mani sono state sempre considerate come primo strumento di attacco nelle arti marziali. Le dita possono essere usate per colpire un punto particolare, il palmo può afferrare, i pugni possono colpire, e il dorso e il lato della mano possiedono anch'essi la loro specifica applicazione. In molti casi, tuttavia, l'uso della mano risulta limitato, quando, ad esempio, l'avversario ci costringe a una posizione molto stretta.

In questa situazione si può usare il gomito come seconda linea di difesa.
Il gomito possiede un potere straordinario, specialmente quando è utilizzato come colpo al plesso solare. Questo attacco è considerato particolarmente atroce poiché può uccidere. In vista della sua potenzialità ed estrema brutalità, la posizione di gomito rimane nascosta, praticata solo mentalmente.
Il concetto basilare del Taiji Quan dell' uso del corpo come un' unità integrata, deve essere accentuato in questa posizione. Le gambe, il bacino e la propria consapevolezza devono essere coordinati con il movimento del gomito. Mantenete il corpo e la testa eretti. Ricordate di osservare l' avversario e di concentrarvi nella direzione del colpo di gomito. In particolare, per il giusto uso di Chou, controllate che gomito e ginocchio coincidano, in modo che il gomito non si estenda oltre il ginocchio. Quando l'avversario è vicino e tiene la vostra mano durante la pratica del Tui-Sho, si può utilizzare un colpo di gomito verso il suo petto. Il colpo di gomito è utilizzato anche nella pratica del Ta-Lu, in risposta al movimento dell'indietreggiare ruotando, tentato dall'avversario.Il Chou-Chin è il risultato dello sviluppo del Peng-Chin nel gomito. Quando la prima linea di difesa ( le mani ) è bloccata, Peng-Chin viene inviato alla seconda linea di difesa ( gomiti ), per cui diviene Chou-Chin.

8° Cancello: Kao, o Colpo Di Spalla


L'uso della spalla è il più ovvio aspetto di Kao, sebbene i lati delle anche e i fianchi possano operare all'unisono con il colpo di spalla. Questa tecnica è particolarmente efficace quando l'avversario è vicino. Il giusto passo è la chiave del successo nel colpo di spalla. Se possibile, ponete la vostra gamba fra quelle dell'avversario così che il vostro corpo formi una linea perpendicolare simile alla lettera maiuscola "T" rispetto al corpo dell'avversario. Questa posizione permetterà l'uso del massimo della forza nella spalla.
Ken, l'immagine di Kao, rappresenta una montagna. Nei tempi antichi le montagne erano dei grandi ostacoli per il viaggiatore. L'immagine della montagna suggerisce perciò il fermarsi. Kao impedisce all'avversario di continuare a muoversi e pone un ostacolo ad ogni suo attacco. Come discusso precedentemente, le mani sono la prima linea di difesa, e i gomiti la seconda. Ora, le spalle e i fianchi rappresentano una terza e ultima linea di difesa. Abbiamo spiegato prima come il colpo di gomito sia particolarmente atroce in un attacco, ma il colpo di spalla al petto è ugualmente potente.

 

 

I seguenti versi aiutano a comprendere il completo significato di Kao.

Il metodo di Kao si divide nelle tecniche di spalla e di schiena.
All'interno delle tecniche di spalla vi è un po' di schiena.
Così, usa la tecnica di spalla nella posizione volo in diagonale
Ma ricorda la schiena.
E, se si è tempestivi, al momento giusto
La tecnica esploderà
Come una roccia che fracassa un 'altra roccia.
Sii attento, tutto è perduto senza l'equilibrio.

Quando le mani e i gomiti vengono bloccati dalla vicinanza dell' avversario, ci si deve affidare al potere della propria spalla. Quando tentate il colpo di spalla, utilizzate le gambe, il bacino e il corpo con totale consapevolezza. Un punto su cui non si insisterà mai abbastanza è che si deve tenere il corpo dritto, senza fare sporgere la spalla troppo in avanti, e l'attacco sarà come una montagna, impossibile a smuoversi.
Gli allievi prudenti dovrebbero però considerare che due parti del corpo vengono lasciate vulnerabili quando si applica la tecnica di Kao. Il viso può essere facilmente attaccato se le mani dell' avversario sono libere. L' altro potrebbe addirittura rompervi il braccio. Per impedire questo tipo di intervento, si può sostenere il gomito con la mano opposta. La terribile potenza della tecnica di Kao, quando essa è padroneggiata, può essere impiegata per sopravanzare un avversario la cui forza sia di gran lunga superiore.
Il Kao-Chin, come possiamo ora immaginare, è lo sviluppo del Peng-Chin attraverso la spalla. Quando sono bloccate, la prima linea di difesa, le mani, e la seconda, i gomiti, si invia il Peng-Chin attraverso la spalla. Questo Chin si manifesta come Kao-Chin.

 

 


I principi del Tui-Shou

 

Secondo la filosofìa cinese, le due forze che governano l'universo sono lo Yin e lo Yang. Sebbene opposte, non possono essere divise, poiché lo Yin e lo Yang cooperano armoniosamente. Oltretutto, esse interagiscono anche come causa ed effetto, anche se questa relazione suggerisce una linearità, mentre il rapporto tra Yin e Yang è circolare. Lo Yang è l' origine dello Yin e lo Yin è la radice dello Yang. Yin e Yang rappresentano opposti complementari, ad esempio azione e non azione, morbido e duro, vuoto e pieno, leggero e pesante, o chiuso e aperto. Essi sono così intricatamente connessi da favorirsi e inibirsi a vicenda. Si rapportano in un unità totale; ciascuno aiuta l'altro alla creazione di un perfetto equilibrio. Ad esempio, il giorno è Yang e la notte è Yin. Il giorno e la notte, sebbene opposti, sono in transizione costante. Questo continuo movimento, unificandoli, crea il tutto.
I concetti di Yin e Yang formano il fondamento teorico del Taiji Quan. Si richiede un' assoluta coesistenza di Yin e Yang. Dove c'è lo Yang c' è lo Yin, dove c'è lo Yin deve esserci loYang. Occorre ricercare continuamente l'armonia e l'equilibrio fra queste due forze. Il processo della giusta combinazione di Yin e Yang, conosciuto come Tong-Chin, viene considerato come un importante realizzazione nel Taiji Quan. Nei livelli di realizzazione soprannaturale del Tong-Chin, lo Yin e lo Yang sono come l'apparire e lo scomparire, ai propri occhi, di una lontana stella. I movimenti apparenti della stella suggeriscono che lo Yin e lo Yang non coesistono come il giorno e la notte, ma che piuttosto appaiono simultaneamente. L'immagine della stella sembra essere lì, ma a volte scompare, a causa degli strati densi dell'atmosfera. Questo supremo stato incorpora l'unità totale; lo Yin non è più visto come la conseguenza dello Yang, poiché questo tipo di sequenza implicherebbe ancora una piccola separazione.
Durante la pratica del Taiji Chuan, si devono equilibrare lo Yin e lo Yang, i movimenti non dovrebbero essere ne troppo morbidi ne troppo duri. Se si utilizza solo un singolo aspetto del Taiji Quan, la forma risulta incompleta, non potendosi allora propriamente definire Taiji Quan.
Questo viene realizzato solo quando il morbido e il duro vengono sviluppati all'interno del Taiji. Il metodo per acquisire questo giusto equilibrio implica che prima si sviluppi il morbido,lo Yin, al suo estremo. Solo allora, dalla radice del morbido, si può sviluppare il duro, o lo Yang, fino all' estremo
Questo metodo è simile al modo in cui il fabbro costruisce un ferro di cavallo.
Dapprima scalda il lingotto di ferro impuro col fuoco, fino a renderlo amorfo, dopo di che lo batte su di un' incudine per eliminare tutte le impurità. Alla fine il metallo diventa duro, mantenendo però la struttura amorfa e scartando i residui. Il fabbro ripete questo procedimento varie volte, fino a che non abbia forgiato dell'acciaio forte e temprato, in grado di sostenere il peso del suo cavallo.
E' importante notare che, sebbene l'acciaio sia duro e forte, esso possa essere parimenti piegato. Quando si pratica il Taiji Quan, ugualmente, si dovrebbe essere totalmente flessibili, ma mantenere una consapevolezza interna. Un esempio di questa consapevolezza interna può essere fornito dal gatto, che si siede immobile e completamente attento come se si preparasse a saltare sulla sua preda. Allo scopo di comprendere pienamente il Taiji Quan, si devono mettere insieme le lezioni imparate dal fabbro e dal gatto, incorporando il morbido e il duro, allo stesso modo in cui il diagramma Taiji circonda lo Yin e lo Yang. Solo dopo aver compreso il significato di questi concetti è possibile porre una base per la pratica del Tui-Sho.
L'esercizio del Tui-Sho è di vitale importanza nello sviluppo di ogni serio studente di Taiji. Occorre sistemarsi nella posizione dell'arco e della freccia insieme a un partner. Si uniscono poi le due mani e si utilizzano due o più delle Quattro Direzioni.
Descriviamo ora le finalità del Tui-Sho:

1) Esso insegna allo stesso modo del Chan-Ssu Chin, a realizzare pienamente il significato della sensibilità del corpo intero. Il praticante sviluppa esternamente un acuto senso del tatto trasmesso attraverso la pelle. Internamente avviene uno sviluppo graduale di consapevolezza e sensitività.


2) Al praticante viene richiesto di svuotare il corpo da tutte le forze. Quando ci si libera da tensioni muscolari, è possibile sperimentare cosa significhi essere come una lontana e scintillante stella; il corpo è qui, eppure allo stesso tempo non è qui.

3) Per mezzo della comprensione dei principi del Tui-Sho, si può imparare a equilibrare loYin e lo Yang nella vita quotidiana, accrescendo la qualità della vita. Esistono due diversi punti di vista riguardo al momento giusto per introdurre al Tui-Sho lo studente di Taiji. Il primo suggerisce che lo studente debba dapprima raggiungere una certa competenza nella pratica dell'esercizio a solo prima di tentare il Tui-Sho. I suoi sostenitori ritengono che lo studente necessiti all'inizio di una solida base, attraverso una lunga pratica del Taiji Quan e l'uso delle giuste posizioni del corpo.

Il secondo punto di vista sostiene che il Tui-Sho potrebbe essere insegnato contemporaneamente alla pratica a solo, poiché si complementano l'un l'altra. Questo approccio ritiene che il Tui-Sho abiliti lo studente a una comprensione sempre migliore dell'esercizio a solo e viceversa.
La pratica del Tui-Sho include tutti i principi Taiji di cui abbiamo già discusso come, ad esempio, i tredici metodi del tronco, il Taiji Qi-Gong, il Chan-Ssu Chin, ecc. Il Tui-Sho, inoltre, aiuta lo studente per ciò che riguarda lo sviluppo di aspetti importanti del Taiji non evidenti nell'esercizio a solo. Descriviamo ora alcuni di questi aspetti per favorirne lo sviluppo.

1° PRINCIPIO : TING. O ASCOLTARE

Per avere successo nel combattimento è fondamentale valutare se stessi obiettivamente e conoscere sia le proprie forze che le proprie debolezze. E ugualmente importante conoscere la forza dell' avversario e dove egli o ella sia più vulnerabile a un attacco.


Nell'arte detta Guerra", Sun-Tin (500 a.C.) scrive:


Se tu conosci l'avversario e conosci tè stesso, non occorre che tu abbia paura del risultato dicento battaglie.Se conosci tè stesso ma non l'avversario, per ogni vittoria ottenuta soffrirai anche una sconfitta. Se non conosci ne tè stesso ne l'avversario, soccomberai a ogni battaglia.

 

Allo scopo di ascoltare, o Ting, occorre agire come una spia che tenti di accedere a importanti informazioni, rimanendo costantemente vigilanti e investigando su ogni indizio. Il praticante del Tui-Sho, tuttavia, non ascolta solo attraverso le orecchie, ma anche per mezzo degli occhi, osservando i movimenti del partner stabilmente, attraverso la pelle, sviluppando una totale sensibilità corporea al tatto e, attraverso la mente, svegliando l'intelletto per prevedere i movimenti dell 'avversario. Come è chiaro, l'arte di Ting include un allenamento sia fisico che mentale.


Possiamo meglio comprendere il significato di Ting attraverso questo esempio. Considerate due persone che leggono lo stesso libro. Se uno dei due è in grado di afferrare veramente le idee e i contenuti del libro, laddove l'altro perde totalmente il senso di ciò che legge, la differenza fra i due è solo una questione di Ting. Mentre uno ha sviluppato la capacità di "ascoltare " il libro, l'altro non lo ha fatto.
Il praticante del Tui-Sho si libera delle inutili tensioni del corpo, rilassando le gambe e il bacino, ed eliminando ogni movimento goffo. Per mezzo di questa condizione di consapevolezza rilassata ci si può concentrare e si può veramente "ascoltare", così da capire se stessi e l'avversario.
Dopo avere raggiunto un certo progresso, l'intero sistema nervoso diventa più vigilante e sensibile. A livelli elevati si diventa agili come un pesce o un uccello.

 

2° PRINCIPIO : TSOU, O MANTENERE L'INIZIATIVA RITIRANDOSI

 

 

Nei classici, Tsou viene spiegato come l'atto del " vincere Inforza e la durezza per mezzo della morbidezza e della gentilezza ". Quando l'avversario oppone la sua forza, il metodo di Tsou suggerisce di eliminare le resistenze diventando morbidi, evitando così un conflitto diretto. E ovvio che, se eliminiamo le resistenze, la forza che irrompe perde la sua efficacia e può, di fatto, contenere la propria sconfìtta. Tsou è la conseguenza di Ting, poiché non è possibile sperare di evitare una forza se non se ne conosce ne la dirczione, ne la potenza.

 

Così, durante la pratica del Tui-Sho, occorre utilizzare Ting nei confronti della forza dell'avversario e poi evitare la forza cedendo e non offrendo resistenza alcuna, utilizzando quindi Tsou.
Durante la pratica del Tui-Sho evitate di confrontare la vostra forza con quella dell' avversario. Occorre insistere molto su questo punto perché, di solito, quando si viene attaccati, si reagisce resistendo.
Per progredire nel Tui-Sho si deve invertire questa tendenza, seguendo il sentiero della non-resistenza, o Tsou.
Tsou va applicato con l'intero corpo; se rilassate le braccia, ma mantenete ugualmente una certa tensione nel corpo, ciò renderà inutile ogni difesa, poiché l'avversario potrà facilmente spingere. Se il torero spostasse solamente la sua cappa rossa, mantenendo il corpo lungo il percorso del toro, la sua fine sarebbe inevitabile.
Occorre pertanto imparare a ruotare il bacino, piegare le ginocchia e coordinare insieme il rilassamento dell' intero corpo per mezzo di una pratica diligente del Chan-Ssu Chin.

3° PRINCIPIO : NIEN, O ADERIRE

 

Nei Classici del Taiji Quan si dice che " è chiamato Nien, o "aderire", "stare attaccati", il rimanere nella posizione più vantaggiosa lasciando all'avversario quella più sfavorevole". L' aderire integra Tsou nel senso che, se quest'ultimo viene impiegato per ritirarsi davanti all'avanzata dell'avversario, diventando morbidi se la forza di attacco è dura, Nien serve invece per avanzare non appena l'avversario si ritira, seguendolo se prova a scappare. Tsou viene considerato Yin, poiché include passività e seguire una forza, laddove Nien viene considerato Yang, poiché suggerisce l'iniziativa e l'avanzare a piacimento. Così, sebbene Tsou e Nien differiscano per direzioni e azioni, essi completano reciprocamente il ciclo dell'altro.Così come lo Yin è la radice dello Yang, Tsou è la radice di Nien, pertanto, se si desidera applicare efficacemente Nien, occorre possedere una buona base in Tsou. Quando l'avversario spinge, è corretto andarsene, cercando di mantenere la posizione più favorevole e portando l'avversario fuori dal suo equilibrio. Ritirarsi troppo velocemente, però, crea troppa distanza dall'avversario e fa perdere l'opportunità di aderire.



Nien, allo stesso modo di Tsou, utilizza la tecnica di Ting per percepire la dirczione e la velocità della ritirata dell'avversario. La tempestività è un fattore di primaria importanza quando si impiega Nien, poiché si rischia di incontrare una resistenza se si prova a cominciare il movimento troppo presto. E di suprema importanza che si attacchi solo nel momento esatto in cui l'avversario si trova in svantaggio.
Nien può rassomigliare al modo in cui un ragno cattura la sua preda. Il ragno attende con una vigile intenzionalità fino a quando l'insetto non si avvicina alla tela. Non appena l'insetto viene intrappolato e non è in grado di resistere, il ragno lo attaccherà immediatamente. Se invece l'insetto tenta di rompere la tela e scappare, il ragno si limiterà ad avvolgere sempre più filo attorno all'insetto così che alla fine questo si intrappolerà da solo senza alcuna possibilità di fuga. Se utilizziamo quest'analogia, la tela è Nien che agisce aderendo su qualsiasi cosa arrivi.
Il ragno rappresenta la mente o la consapevolezza, la quale controlla Nien. Non dimenticate! Il ragno si trova sempre nella posizione più vantaggiosa.

4° PRINCIPIO : HUA, O NEUTRALIZZARE


I Classici del Taiji Quan dicono:


Si deve comprendere la relazione esistente fra Yin e Yang.
Nien è Tsou e Tsou è Nien.
Lo Yin non può separarsi dallo Yang e viceversa.


Neutralizzare è la combinazione di Nien e Tsou. Quando l' avversario spinge si deve cedere, Tsou, ma con l'intenzione di mantenere il contatto, Nien. Non appena l'avversario si ritira mentre voi colpite, dovete aderire, o Nien, mantenendovi pronti a cedere, o Tsou. Perciò Nien è Tsou. Si devono tenere presenti tré fattori se si desidera sviluppare il Tong-Chin.


1) Cedere, Tsou
2)Aderire, Nien 3) Neutralizzare, Hua.

Tsou è il principio Yin, e indica una ritirata regolata con cura. Si sviluppa una risposta intuitiva al momento esatto in cui arriva il colpo dell'avversario, senza perdere il contatto o impiegare un'energia inutile nel resistere a questo attacco. Nien è il principio Yang, dove si avanza o si segue la ritirata dell'avversario mantenendo sempre il contatto e impiegando solo la necessaria quantità di energia. Hua è riconoscere sia l'equivalenza fra il cedere e l'aderire, sia il loro rapporto reciproco. Questo concetto implica inoltre che si dovrebbe sempre mantenere una posizione favorevole, in modo da essere pronti in ogni istante a catturare l'avversario, come il ragno che è sempre pronto a catturare la sua preda. Il Tong-Chin è bene illustrato dal modo in cui un gatto adulto reagisce quando lo accarezzare delicatamente. Se all'inizio lo toccate abbastanza delicatamente, il gatto reagisce mantenendo un contatto leggerissimo. Quando percepisce il contatto iniziale, il gatto utilizza Tsou, infatti si ritrae impercettibilmente, ma contemporaneamente impiega Nien, difatti mantiene il contatto.
Quando si pratica il Ti-Shou, occorre ricordare la reazione del gatto così da riguadagnare la capacità perduta del Tong-Chin.

Quando Hua viene padroneggiato, anche la forza più grande o il movimento più veloce risulteranno inefficaci.
Il principiante ha del ritirarsi un'idea lineare, come ad esempio una fuga seguita da un attacco separato. Hua, invece, si riferisce a un movimento circolare come quello della curva a "S" all' intemo del diagramma Taiji. Se si utilizza Tsou, ritirata, e Nien, avanzata, si cede mantenendo tuttavia la propria posizione. Quando, a poco a poco, si acquista una corretta conoscenza di Hua, i movimenti estemi vengono progressivamente ridotti. La mente farà fiorire la consapevolezza del neutralizzare fino al punto in cui sarà totale, senza alcun movimento visibile all' estemo.

 

 

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Hua, la combinazione di cedere e di mantenersi a contatto, è in definitiva la caratteristica del Taiji Quan. Quando si applica Hua, occorre tenere a mente l' uso fondamentale del Peng-Chin ottenuto dal Chan-Ssu Chin. Il movimento comprende l'impiego unificato del bacino e delle gambe, spostando il corpo come un'unità integrata, invece di eseguire dei movimenti indipendenti
delle braccia, delle mani o delle spalle. Neutralizzare la forza dell'avversario richiede giusti movimenti e tempestività. Se ci si ritira troppo velocemente si perde il contatto; se si risponde troppo lentamente, si soccombe al colpo dell'avversario. In entrambi i casi non vi è applicazione alcuna di Hua. Il segreto consiste nell'essere pronti a impiegare una forza completa, e però trattenersi dal farlo, applicando sensitivamente solo un minimo di forza.
Hua è stato progettato per intrappolare un avversario in una posizione sfavorevole, così che sia impreparato per il prossimo passo. A tale scopo si mantiene una posizione di difesa per prevenire un eventuale attacco. Questo principio è conosciuto come l'aspetto morbido del Taiji
Chuan. La pratica del Tui-Sho abilita all'acquisizione di una buona base nella tecnica di Hua, mantenendo perciò una credibile difesa. Cheng Man-Chin consigliava ai suoi studenti di coltivare continuamente l'acccttazione di una sconfitta causata dall'avversario.
Se durante la pratica si tiene sempre a mente lo spettro della sconfìtta, alla fine si imparerà a evitarla e a sconfìggere l'altro. Questo aspetto della filosofìa cinese ha molto da offrire all'Occidente. La competizione, lo sforzo per arrivare primi, presente nella vita quotidiana dell' occidentale crea inutili tensioni agli individui. Coltivare una valutazione della sconfìtta e della perdita, ci permette di allargare la nostra irospettiva del significato della vita e di comprendere l'utilità e la bellezza della cooperazione, la [uale conduce alla pace e all'armonia e a relazioni nelle quali ognuno è vittorioso.

5° PRINCIPIO: FA, O ATTACCARE

Nella strategia militare è assiomatico che la migliore difesa è un buon attacco. Dopo la pratica e la comprensione di Hua, la difesa, occorre imparare il ruolo di Fa o offesa. Hua senza Fa; come lo Yin senza lo Yang. Quando alla fine si siano appresi entrambi gli aspetti di Hua e Fa, di Yin e Yang, essi possono essere sintetizzati allo scopo di produrre un tutt'uno efficace e completo, ;ome viene simbolicamente raffigurato nel diagramma Taiji. una metà della circonferenza è la iifesa, lo Yin, l'altra metà è l'offesa, lo Yang. Praticando la difesa e l'offesa, il movimento largo e circolare che si ha all'inizio viene gradualmente ridotto, mentre il Chin viene gradualmente mmentato fino al punto in cui non si richiede movimento alcuno per sconfìggere l'avversario. Se il vostro Chin è abbastanza compatto, sarete in grado di sradicate l'avversario e lanciarlo lontano.
Fa, l' attaccare, consiste di tré fattori basilari:

1) circostanza, 2) direzione 3) tempismo

Per avere successo, in Fa devono essere impiegati tutti e tré questi fattori. Circostanza connota l'approfittarsi dello squilibrio momentaneo dell'avversario o della rigidità della sua posizione di difesa. A questo punto, è la posizione vulnerabile dell'avversario a suggerire la dirczione in cui va applicata la forza sufficiente per spingerlo e farlo cadere. In altre parole occorre capitalizzare sulle deficienze della sua posizione, spingendolo se si trova troppo lontano, o tirandolo quando si trova sporto troppo in avanti.Seguendo la dirczione del movimento, si può sradicare l'avversario spingendolo lateralmente al momento giusto. La tempestività è anch'essa essenziale. Un colpo troppo affrettato conduce a un mero confronto di forze e a una perdita di energia, laddove un colpo portato in ritardo lascia tempo all'avversario di correggere la sua posizione sfavorevole e avvantaggiarsi della nostra spinta inefficace. Tutti e tré i fattori devono alla fine integrarsi per diventare efficaci. Approfittare della posizione goffa dell'avversario senza un attacco ben diretto conduce a una semplice comparazione delle forze, o a una posizione sfavorevole, come, ad esempio, il trovarsi squilibrati.

 

 

Questo accade anche quando si porta un colpo diretto bene senza essere tempestivi. La distanza fra due persone ha la sua importanza in Fa. Se sono troppo distanti, nessun attacco potrà avere effetti; se invece sono troppo vicine, vi è troppo poco spazio per usare il corpo le braccia e i pugni in maniera efficace. Un altro fattore da prendere in considerazione in Fa è l'altezza dell' avversario.
Un avversario basso viene attaccato naturalmente nella parte alta del corpo mentre uno alto in quella mediana o bassa. La forza dell'altro potrebbe inoltre essere superiore per quanto riguarda torace, spalle e braccia, a discapito delle gambe. Per quanto riguarda un simile avversario, è meglio attaccare la parte alta del corpo, allo scopo di usufruire della relativa debolezza delle gambe. Mentre, per un corpo ove le gambe sono molto forti, l' attacco andrà portato verso il basso per avere il suo massimo effetto. Qualora l'avversario sia bilanciato sarà meglio colpire nella parte centrale.
Inoltre, e ciò è molto importante, si devono applicare i principi del mobilitare e del rilasciate il Chin dall'interno, come se si scoccasse una freccia da un arco teso. Nell' attaccare un avversario il Fa, o il colpo, deve contenere la totale energia, o Chin, mobilitata dall'interno, e non deve essere un attacco superficiale, mosso cioè dal braccio.
Infine, per fare in modo che l'attacco sia efficace, esso deve essere fatto con la totale intenzione di riuscire. Non c'è spazio per considerazioni sulla forza o sulla resistenza dell' altro. Si deve essere convinti che, se ci fosse davanti a noi una montagna, avremmo comunque la forza e la volontà per realizzare il nostro obiettivo, o Fa