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IL TUI SHOU
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Il Tui shou ( lett. "spinta delle mani" ) è un eccellente metodo di allenamento che consente di sviluppare e mettere in pratica qualità peculiari del Taiji quan quali la fermezza, la morbidezza, la capacità di ' sentire ' l' energia dell'avversario e di utilizzare di conseguenza e al meglio la propria, in modo da squilibrare e battere quest'ultimo con il minimo sforzo. Questo metodo non necessita di grandi spazi per la pratica, ne' di protezioni particolari per i praticanti. I due partners, con le braccia a contatto, cercano di sviluppare una particolare sensibilità della pelle, chiamata " Ting jin ", attraverso la pratica di azioni come spingere, tirare, attaccare le articolazioni, o proiettare. Al fine di sviluppare questa sensibilità, che
consente di prevedere in anticipo le mosse dell' avversario, è
essenziale raggiungere un buon livello di rilassamento. ' usare 150 grammi di forza per battere 400 chili '.
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Feng Zhiqiang ..................Gu Liu Xin
Nella scuola Chen esistono diversi esercizi di Tui shou: si comincia con iI Tui shou a piedi fissi, prima con una mano, con entrambe, per passare poi alle tecniche in movimento, che richiedono già una buona padronanza dei principi fondamentali del Taiji, o a tecniche avanzate come il metodo del Da lu, o l'uso combattivo libero dei movimenti ( San shou ). Quale che sia il metodo usato, lo scopo è sempre lo stesso: focalizzare l'attenzione sul rilassamento, essere sensibili alla forza dell'avversario, e imparare a conoscere e usare iI proprio corpo, reagendo come una molla agli stimoli esterni. La fretta di vincere a tutti i costi è quasi sempre foriera di sconfitta: bisogna invece imparare a seguire l'avversario con pazienza, ed essere disposti anche a trovarsi in una situazione apparentemente sfavorevole, mantenere la calma e lasciare che l'attacco dell'avversario, non trovando resistenza, cada nel vuoto. Per poter imparare a vincere, bisogna essere sinceramente disposti a perdere. |

..Hong JunSheng...........Chen Xiao Wang.......Chen Zheng Lei.......Wang Xian........Chen Xiaoxing
GLI OTTO CANCELLI
(Ba Men)
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Una delle caratteristiche fondamentali del Taiji
quan è quella di rendere il praticante capace di usare l'energia
interna al posto della forza muscolare. Da ciò risulta evidente
come il Taiji quan e il Tui shou siano dei veri e propri laboratori per
la scoperta di se stessi, del funzionamento del proprio corpo e della
propria energia interna. Ogni movimento di Taiji quan genera un' energia,
o forza, che i cinesi chiamano Jing. Essere in grado di comprendere questi
Jing corrisponde sicuramente a un buon livello di pratica. Nel Taiji quan abbiamo otto Jing, e cinque passi, ed è per questo che spesso nel parlare di Taiji quan si parla di " tecnica delle tredici posizioni ". |
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I cinque passi (wu bu) sono: AVANZARE INDIETREGGIARE DESTRA SINISTRA CENTRO
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IL TUI SHOU
(da " il Tao del Tai-Chi Chuan ")
Gli otto cancelli, Pa-Men
| La " Teoria del Taiji
quan " si riferisce alla spiegazione originale degli otto cancelli
in questo modo:
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Esaminiamo prima il concetto delle Quattro Direzioni, elencando i primi quattro cancelli con i loro corrispondenti trigrammi e direzioni 1) Peng è parare, ed
è rappresentato da Chien, il cielo, a sud. 2) Lu è ritirarsi ruotando,
rappresentato da Kun, terra, a nord. 3) Chi è premere, rappresentato
da Kan, acqua, a ovest, 4) An è spingere, rappresentato da Li, fuoco, ad est
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Descriviamo ora i Quattro Angoli con i loro rispettivi trigrammi e le loro direzioni.
2) Lieh è dividere,
rappresentato da Chen, il tuono, a nord-est. 3) Tsai è tirare in
basso, rappresentato da Sun, il vento, a sud-ovest. 4) Kao è il colpo di spalla, rappresentato da Ken, il monte, a nord-ovest.
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Sebbene la maggior parte delle persone
sappia che ogni movimento nel Taiji quan è circolare, non comprende
altresì che i movimenti sono anche quadrati. Come esempio possiamo
notare che il diagramma delle Quattro Direzioni ha un quadrato nella parte
esterna, mentre ha una circonferenza all'interno. Il cerchio è
quindi inscritto nel quadrato. Questi rappresentano l' apparenza esterna
dei movimenti di Peng, Lu, Chi e An, i quali formano dapprima un quadrato
e poi generano un movimento circolare interno. A livello del quadrato,
ogni movimento deve essere aperto ed esteso fino all' estremo mentre,
per quanto riguarda il cerchio, i movimenti diventano chiusi e compatti.;
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1° Cancello : Peng, o Parare
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Vi è un'antica canzone che ci spiega Peng in questo modo Peng è come l'acqua che sostiene una barca
in movimento. Prima si deve fare affondare il Chi nel Tan-Tien,Poi tenere
la testa sollevata come se fosse sospesa dall 'alto. |
Sarà facile espandersi senza difficoltà.Una
volta capita bene questa posizione, si è pronti a compiere il prossimo
passo e a esaminare il Peng-Chin, ovvero " l' energia del parare
". La posizione in se stessa non è sufficiente a far conoscere
la sua energia. Questa è, in realtà, solo il punto di equilibrio
stabile da cui si può far generare un'energia difensiva e offensiva.
Per apprendere l'uso dell'energia del parare si deve usufruire della comprensione
scaturita dalla pratica del Chan-Ssu Chin. |
| 2° Cancello: Lu, o ritirarsi ruotando
La canzone di Lu così spiega: Lascia entrare l' avversario; Poi ruota con la
sua forza. resistere e non perdere contatto. Devi diventare
leggero ed agile. Senza comprendere Lu si avranno sempre delle carenze nel Tui-Sho. Primo, il vostro avversario sarà sempre in grado di trovare un punto di applicazione su cui spingere. Secondo, resisterete comunque all' attacco usando la forza grossolana.
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Al fine di correggere questi errori dovrete usare alcuni
accorgimenti. |
3° Cancello: Chi, o Premere
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Ad ogni modo, fra gli otto cancelli del Taiji quan, Chi è quello che maggiormente esprime la natura dell'acqua. Si deve eseguire perciò la posizione di Chi come l'acqua che entri nella fessura di una roccia lungo il suo cammino. L'acqua dapprima aderisce alla superfìcie esterna della roccia, e poi penetra all'interno distruggendola. Nella posizione di premere, il braccio è tenuto come in Peng, mentre l' altra mano è appoggiata, con il palmo aperto, sul polso del braccio esterno. Se si esegue il Peng a destra, è la mano sinistra che aderisce all'interno del braccio destro. Il gomito sinistro deve essere tenuto basso. La canzone di Chi, o "premere ", così spiega:
Vi sono due modi per applicare Chi. |
"Premere" è l'azione principale del
Tui-Sho in posizione fìssa, il quale contiene le quattro posizioni
di "parare ", "indietreggiare ruotando ", "spingere
" e "premere ". Senza l'applicazione corretta del "premere",
i praticanti non saranno in grado di eseguire il movimento circolare adeguato.
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| 4° Cancello: An, o Spingere La posizione An sembra quella di chi si stia semplicemente preparando a spingere; una o entrambe le braccia sono tenute di fronte al corpo, con i gomiti abbassati. L'immagine di An è il fuoco, il quale contiene una linea Yin fra due Yang. Il fuoco è molto aggressivo; il suo calore si estende all'esterno e le sue fiamme salgono in alto. Nell' immagine di An, le due linee Yang suggeriscono due forze che si scontrano, ma la linea Yin all'intemo, invita alla cedevolezza. Secondo l' intendimento comune, è facile considerare che una persona che abbia una forza più grande, può sempre spingere qualcuno più debole di lui, senza usare alcuna tecnica speciale. Ne consegue che, quando l'avversario è più forte, si deve impiegare An. All' inizio, quando si applica la forza ( linea Yang ), se si scopre che l'avversario dispone di una maggiore potenza di noi, ci si deve rilassare e cedere per un solo istante ( linea Yin ). Durante questa frazione di secondo, l' avversario, che
era stato sbilanciato o era in procinto di cadere, cercherà di
riguadagnare il suo equilibrio. Si deve allora approfittare di questo
momento, applicando la spinta finale (linea Yang ), che permetterà
di vincere sulla forza dell'avversario. E' importante notare che la tempestività è
la chiave per padroneggiare An. |
La canzone che segue così spiega An
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An rappresenta ovviamente un aspetto molto significativo nel Tui-Sho. E' importante tuttavia essere prudenti nella propria spinta. Le braccia dovrebbero muoversi insieme al corpo e non si dovrebbero estendere oltre le ginocchia.
Si deve evitare di impiegare una forza brusca e grossolana. 1) Spingere dal basso verso l'alto utilizzando consapevolmente la rotazione presente nel Chan-Ssu Chin, non impiegate una spinta diretta. 2) Evitate bruschi movimenti, perché l'avversario
potrebbe accorgersi delle vostre intenzioni e approfittarsene. 3) Sporgersi oltre il proprio centro di gravita altera il proprio equilibrio. 4) Le mani dovrebbero seguire i movimenti delle gambe e del bacino, e gli spostamenti dell'intero corpo seguire quelli dell'avversario, ricercando solo quel momento in cui egli sia vulnerabile.
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5° Cancello: TSA, o Tirare verso
il Basso Tsai può essere praticato in due modi. La prima
tecnica, conosciuta come "l 'ago infondo al mare" nella scuola
Yang del Taiji quan, viene utilizzata per portare la forza dell'avversario
verso il basso. La seconda tecnica, che si impiega in risposta a un attacco
portato nell' area inguinale, implica l'afferrare il polso dell' altro
e tirare il suo corpo verso il basso da un lato. Il proposito di entrambe
le tecniche è essenzialmente lo stesso. L' immediato movimento
di tirare in basso ha il potere di sorprendere l'avversario rompendo la
sua concentrazione e il suo equilibrio.
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Una famosa canzone spiega Tsai in questo modo:
Tirare verso il basso è come il piatto di una bilancia. |
Tsai è la principale azione implicata nel Da-Lu.
Un gran numero di fattori significativi, sebbene comuni a tutto il Taiji
quan, sono accentuati nella giusta posizione di Tsai. E' molto importante
assumere una stazione molto bilanciata e centrale, sedendosi sulla gamba,
mentre i gomiti sono rivolti verso il basso. Il bacino e le spalle dovrebbero
essere rilassati, per permettere al Chi di muoversi facilmente dal Tan-Tien.
Durante l'esecuzione di Tsai, si tratta di usare il corpo come un'unità
integrata, fidandosi della forza delle gambe e del bacino e del peso del
corpo. |
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La posizione conosciuta con il nome "dividere",
o Lieh, è composta di tré diversi movimenti. Dapprima si
afferra e si torce il polso dell' avversario, poi si fa un passo dietro
la sua gamba impedendogli così la ritirata e, quando è ormai
preso in trappola, si usano le braccia per colpirlo o spingerlo. Questa
mossa costringe l'avversario a cadere sulla nostra gamba posta dietro
la sua. Questa è dunque l'applicazione corretta di Lieh: fare cadere
indietro l'avversario.
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Lieh è come una ruota |
Ti farà affondare senza esitazione.Lieh
può essere usato nella pratica del Ta-Lu come risposta all'indietreggiare
ruotando (Lu) o al tirare verso il basso {Tsai). Lieh è molto efficace
per cambiare una situazione difensiva in offensiva. Se si è presi,
ad esempio, in una posizione sfavorevole, perché l'avversario ha
impiegato "separare la criniera del cavallo selvaggio", si può
utilizzare Lieh mentre si indietreggia. Per mezzo di questa si è
in grado di spostarsi dalla difesa all'attacco, dall'essere spinti allo
spingere via l'avversario a nostra volta, esattamente come dice il detto:
"Qualsiasi cosa tu faccia, essa ti ritornerà indietro". Alcuni punti importanti andrebbero notati per quanto riguarda Lieh. La sua efficacia dipende innanzitutto dall'azione coordinata di gambe, bacino e braccia. Occorre poi misurare la propria distanza da quella dell'avversario perché è ovvio che, se non ci si trova vicini a lui, la tecnica risulta inutilizzabile. Si deve tenere presente anche che si rimane in una posizione vulnerabile perché il torace rimane privo di un'adeguata protezione. Visualizzate Lieh-Chin come arrotolato in strette spire, cosi che costituisca una riserva di Peng-Chin, quando lo si impiega, esso si libera e scatta in avanti immediatamente. |
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7° Cancello : Chou, o Colpo Di Gomito
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I seguenti versi spiegano Chou in questo modo: Il cerchio all'interno del quadrato genera i cinque elementi. |
A causa della loro diversità, le mani sono state sempre considerate come primo strumento di attacco nelle arti marziali. Le dita possono essere usate per colpire un punto particolare, il palmo può afferrare, i pugni possono colpire, e il dorso e il lato della mano possiedono anch'essi la loro specifica applicazione. In molti casi, tuttavia, l'uso della mano risulta limitato, quando, ad esempio, l'avversario ci costringe a una posizione molto stretta. In questa situazione si può usare il gomito come
seconda linea di difesa. |
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8° Cancello: Kao, o Colpo Di Spalla
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I seguenti versi aiutano a comprendere il completo significato di Kao. Il metodo di Kao si divide nelle tecniche di spalla e di schiena. |
Quando le mani e i gomiti vengono bloccati dalla vicinanza dell' avversario,
ci si deve affidare al potere della propria spalla. Quando tentate il
colpo di spalla, utilizzate le gambe, il bacino e il corpo con totale
consapevolezza. Un punto su cui non si insisterà mai abbastanza
è che si deve tenere il corpo dritto, senza fare sporgere la
spalla troppo in avanti, e l'attacco sarà come una montagna,
impossibile a smuoversi.
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I principi del Tui-Shou
Secondo la filosofìa cinese, le due forze
che governano l'universo sono lo Yin e lo Yang. Sebbene opposte, non possono
essere divise, poiché lo Yin e lo Yang cooperano armoniosamente.
Oltretutto, esse interagiscono anche come causa ed effetto, anche se questa
relazione suggerisce una linearità, mentre il rapporto tra Yin
e Yang è circolare. Lo Yang è l' origine dello Yin e lo
Yin è la radice dello Yang. Yin e Yang rappresentano opposti complementari,
ad esempio azione e non azione, morbido e duro, vuoto e pieno, leggero
e pesante, o chiuso e aperto. Essi sono così intricatamente connessi
da favorirsi e inibirsi a vicenda. Si rapportano in un unità totale;
ciascuno aiuta l'altro alla creazione di un perfetto equilibrio. Ad esempio,
il giorno è Yang e la notte è Yin. Il giorno e la notte,
sebbene opposti, sono in transizione costante. Questo continuo movimento,
unificandoli, crea il tutto. I concetti di Yin e Yang formano il fondamento teorico del Taiji Quan. Si richiede un' assoluta coesistenza di Yin e Yang. Dove c'è lo Yang c' è lo Yin, dove c'è lo Yin deve esserci loYang. Occorre ricercare continuamente l'armonia e l'equilibrio fra queste due forze. Il processo della giusta combinazione di Yin e Yang, conosciuto come Tong-Chin, viene considerato come un importante realizzazione nel Taiji Quan. Nei livelli di realizzazione soprannaturale del Tong-Chin, lo Yin e lo Yang sono come l'apparire e lo scomparire, ai propri occhi, di una lontana stella. I movimenti apparenti della stella suggeriscono che lo Yin e lo Yang non coesistono come il giorno e la notte, ma che piuttosto appaiono simultaneamente. L'immagine della stella sembra essere lì, ma a volte scompare, a causa degli strati densi dell'atmosfera. Questo supremo stato incorpora l'unità totale; lo Yin non è più visto come la conseguenza dello Yang, poiché questo tipo di sequenza implicherebbe ancora una piccola separazione. Durante la pratica del Taiji Chuan, si devono equilibrare lo Yin e lo Yang, i movimenti non dovrebbero essere ne troppo morbidi ne troppo duri. Se si utilizza solo un singolo aspetto del Taiji Quan, la forma risulta incompleta, non potendosi allora propriamente definire Taiji Quan. Questo viene realizzato solo quando il morbido e il duro vengono sviluppati all'interno del Taiji. Il metodo per acquisire questo giusto equilibrio implica che prima si sviluppi il morbido,lo Yin, al suo estremo. Solo allora, dalla radice del morbido, si può sviluppare il duro, o lo Yang, fino all' estremo |
Questo metodo è simile al modo in cui il fabbro
costruisce un ferro di cavallo. Dapprima scalda il lingotto di ferro impuro col fuoco, fino a renderlo amorfo, dopo di che lo batte su di un' incudine per eliminare tutte le impurità. Alla fine il metallo diventa duro, mantenendo però la struttura amorfa e scartando i residui. Il fabbro ripete questo procedimento varie volte, fino a che non abbia forgiato dell'acciaio forte e temprato, in grado di sostenere il peso del suo cavallo. E' importante notare che, sebbene l'acciaio sia duro e forte, esso possa essere parimenti piegato. Quando si pratica il Taiji Quan, ugualmente, si dovrebbe essere totalmente flessibili, ma mantenere una consapevolezza interna. Un esempio di questa consapevolezza interna può essere fornito dal gatto, che si siede immobile e completamente attento come se si preparasse a saltare sulla sua preda. Allo scopo di comprendere pienamente il Taiji Quan, si devono mettere insieme le lezioni imparate dal fabbro e dal gatto, incorporando il morbido e il duro, allo stesso modo in cui il diagramma Taiji circonda lo Yin e lo Yang. Solo dopo aver compreso il significato di questi concetti è possibile porre una base per la pratica del Tui-Sho. L'esercizio del Tui-Sho è di vitale importanza nello sviluppo di ogni serio studente di Taiji. Occorre sistemarsi nella posizione dell'arco e della freccia insieme a un partner. Si uniscono poi le due mani e si utilizzano due o più delle Quattro Direzioni. |
| Descriviamo ora le finalità
del Tui-Sho: 1) Esso insegna allo stesso modo del Chan-Ssu Chin, a realizzare pienamente il significato della sensibilità del corpo intero. Il praticante sviluppa esternamente un acuto senso del tatto trasmesso attraverso la pelle. Internamente avviene uno sviluppo graduale di consapevolezza e sensitività.
3) Per mezzo della comprensione dei principi del Tui-Sho, si può imparare a equilibrare loYin e lo Yang nella vita quotidiana, accrescendo la qualità della vita. Esistono due diversi punti di vista riguardo al momento giusto per introdurre al Tui-Sho lo studente di Taiji. Il primo suggerisce che lo studente debba dapprima raggiungere una certa competenza nella pratica dell'esercizio a solo prima di tentare il Tui-Sho. I suoi sostenitori ritengono che lo studente necessiti all'inizio di una solida base, attraverso una lunga pratica del Taiji Quan e l'uso delle giuste posizioni del corpo. |
Il secondo punto di vista sostiene che il Tui-Sho
potrebbe essere insegnato contemporaneamente alla pratica a solo, poiché
si complementano l'un l'altra. Questo approccio ritiene che il Tui-Sho
abiliti lo studente a una comprensione sempre migliore dell'esercizio
a solo e viceversa. |
1° PRINCIPIO : TING. O ASCOLTARE Per avere successo nel combattimento è fondamentale valutare se stessi obiettivamente e conoscere sia le proprie forze che le proprie debolezze. E ugualmente importante conoscere la forza dell' avversario e dove egli o ella sia più vulnerabile a un attacco.
Allo scopo di ascoltare, o Ting, occorre agire come una spia che tenti di accedere a importanti informazioni, rimanendo costantemente vigilanti e investigando su ogni indizio. Il praticante del Tui-Sho, tuttavia, non ascolta solo attraverso le orecchie, ma anche per mezzo degli occhi, osservando i movimenti del partner stabilmente, attraverso la pelle, sviluppando una totale sensibilità corporea al tatto e, attraverso la mente, svegliando l'intelletto per prevedere i movimenti dell 'avversario. Come è chiaro, l'arte di Ting include un allenamento sia fisico che mentale. |
Possiamo meglio comprendere il significato di Ting attraverso questo esempio. Considerate due persone che leggono lo stesso libro. Se uno dei due è in grado di afferrare veramente le idee e i contenuti del libro, laddove l'altro perde totalmente il senso di ciò che legge, la differenza fra i due è solo una questione di Ting. Mentre uno ha sviluppato la capacità di "ascoltare " il libro, l'altro non lo ha fatto. Il praticante del Tui-Sho si libera delle inutili tensioni del corpo, rilassando le gambe e il bacino, ed eliminando ogni movimento goffo. Per mezzo di questa condizione di consapevolezza rilassata ci si può concentrare e si può veramente "ascoltare", così da capire se stessi e l'avversario. Dopo avere raggiunto un certo progresso, l'intero sistema nervoso diventa più vigilante e sensibile. A livelli elevati si diventa agili come un pesce o un uccello. |
2° PRINCIPIO : TSOU, O MANTENERE L'INIZIATIVA RITIRANDOSI
Nei classici, Tsou viene spiegato come l'atto del " vincere Inforza e la durezza per mezzo della morbidezza e della gentilezza ". Quando l'avversario oppone la sua forza, il metodo di Tsou suggerisce di eliminare le resistenze diventando morbidi, evitando così un conflitto diretto. E ovvio che, se eliminiamo le resistenze, la forza che irrompe perde la sua efficacia e può, di fatto, contenere la propria sconfìtta. Tsou è la conseguenza di Ting, poiché non è possibile sperare di evitare una forza se non se ne conosce ne la dirczione, ne la potenza.
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Così, durante la pratica del Tui-Sho, occorre
utilizzare Ting nei confronti della forza dell'avversario e poi evitare
la forza cedendo e non offrendo resistenza alcuna, utilizzando quindi
Tsou. Durante la pratica del Tui-Sho evitate di confrontare la vostra forza con quella dell' avversario. Occorre insistere molto su questo punto perché, di solito, quando si viene attaccati, si reagisce resistendo. Per progredire nel Tui-Sho si deve invertire questa tendenza, seguendo il sentiero della non-resistenza, o Tsou. Tsou va applicato con l'intero corpo; se rilassate le braccia, ma mantenete ugualmente una certa tensione nel corpo, ciò renderà inutile ogni difesa, poiché l'avversario potrà facilmente spingere. Se il torero spostasse solamente la sua cappa rossa, mantenendo il corpo lungo il percorso del toro, la sua fine sarebbe inevitabile. Occorre pertanto imparare a ruotare il bacino, piegare le ginocchia e coordinare insieme il rilassamento dell' intero corpo per mezzo di una pratica diligente del Chan-Ssu Chin. |
3° PRINCIPIO : NIEN, O ADERIRE
Nei Classici del Taiji Quan si dice che " è chiamato Nien, o "aderire", "stare attaccati", il rimanere nella posizione più vantaggiosa lasciando all'avversario quella più sfavorevole". L' aderire integra Tsou nel senso che, se quest'ultimo viene impiegato per ritirarsi davanti all'avanzata dell'avversario, diventando morbidi se la forza di attacco è dura, Nien serve invece per avanzare non appena l'avversario si ritira, seguendolo se prova a scappare. Tsou viene considerato Yin, poiché include passività e seguire una forza, laddove Nien viene considerato Yang, poiché suggerisce l'iniziativa e l'avanzare a piacimento. Così, sebbene Tsou e Nien differiscano per direzioni e azioni, essi completano reciprocamente il ciclo dell'altro.Così come lo Yin è la radice dello Yang, Tsou è la radice di Nien, pertanto, se si desidera applicare efficacemente Nien, occorre possedere una buona base in Tsou. Quando l'avversario spinge, è corretto andarsene, cercando di mantenere la posizione più favorevole e portando l'avversario fuori dal suo equilibrio. Ritirarsi troppo velocemente, però, crea troppa distanza dall'avversario e fa perdere l'opportunità di aderire. |
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4° PRINCIPIO : HUA, O NEUTRALIZZARE
Tsou è il principio Yin, e indica una ritirata
regolata con cura. Si sviluppa una risposta intuitiva al momento esatto
in cui arriva il colpo dell'avversario, senza perdere il contatto o impiegare
un'energia inutile nel resistere a questo attacco. Nien è il principio
Yang, dove si avanza o si segue la ritirata dell'avversario mantenendo
sempre il contatto e impiegando solo la necessaria quantità di
energia. Hua è riconoscere sia l'equivalenza fra il cedere e l'aderire,
sia il loro rapporto reciproco. Questo concetto implica inoltre che si
dovrebbe sempre mantenere una posizione favorevole, in modo da essere
pronti in ogni istante a catturare l'avversario, come il ragno che è
sempre pronto a catturare la sua preda. Il Tong-Chin è bene illustrato
dal modo in cui un gatto adulto reagisce quando lo accarezzare delicatamente.
Se all'inizio lo toccate abbastanza delicatamente, il gatto reagisce mantenendo
un contatto leggerissimo. Quando percepisce il contatto iniziale, il gatto
utilizza Tsou, infatti si ritrae impercettibilmente, ma contemporaneamente
impiega Nien, difatti mantiene il contatto. Quando Hua viene padroneggiato, anche la forza più
grande o il movimento più veloce risulteranno inefficaci.
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5° PRINCIPIO: FA, O ATTACCARE Nella strategia militare è assiomatico che la
migliore difesa è un buon attacco. Dopo la pratica e la comprensione
di Hua, la difesa, occorre imparare il ruolo di Fa o offesa. Hua senza
Fa; come lo Yin senza lo Yang. Quando alla fine si siano appresi entrambi
gli aspetti di Hua e Fa, di Yin e Yang, essi possono essere sintetizzati
allo scopo di produrre un tutt'uno efficace e completo, ;ome viene simbolicamente
raffigurato nel diagramma Taiji. una metà della circonferenza è
la iifesa, lo Yin, l'altra metà è l'offesa, lo Yang. Praticando
la difesa e l'offesa, il movimento largo e circolare che si ha all'inizio
viene gradualmente ridotto, mentre il Chin viene gradualmente mmentato
fino al punto in cui non si richiede movimento alcuno per sconfìggere
l'avversario. Se il vostro Chin è abbastanza compatto, sarete in
grado di sradicate l'avversario e lanciarlo lontano. 1) circostanza, 2) direzione 3) tempismo Per avere successo, in Fa devono essere impiegati tutti e tré questi fattori. Circostanza connota l'approfittarsi dello squilibrio momentaneo dell'avversario o della rigidità della sua posizione di difesa. A questo punto, è la posizione vulnerabile dell'avversario a suggerire la dirczione in cui va applicata la forza sufficiente per spingerlo e farlo cadere. In altre parole occorre capitalizzare sulle deficienze della sua posizione, spingendolo se si trova troppo lontano, o tirandolo quando si trova sporto troppo in avanti.Seguendo la dirczione del movimento, si può sradicare l'avversario spingendolo lateralmente al momento giusto. La tempestività è anch'essa essenziale. Un colpo troppo affrettato conduce a un mero confronto di forze e a una perdita di energia, laddove un colpo portato in ritardo lascia tempo all'avversario di correggere la sua posizione sfavorevole e avvantaggiarsi della nostra spinta inefficace. Tutti e tré i fattori devono alla fine integrarsi per diventare efficaci. Approfittare della posizione goffa dell'avversario senza un attacco ben diretto conduce a una semplice comparazione delle forze, o a una posizione sfavorevole, come, ad esempio, il trovarsi squilibrati.
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Questo accade anche quando si porta un colpo diretto
bene senza essere tempestivi. La distanza fra due persone ha la sua importanza
in Fa. Se sono troppo distanti, nessun attacco potrà avere effetti;
se invece sono troppo vicine, vi è troppo poco spazio per usare
il corpo le braccia e i pugni in maniera efficace. Un altro fattore da
prendere in considerazione in Fa è l'altezza dell' avversario. |